Storie da Hubber: FicuFish
15 Luglio 2021 - IH Ticino

Con lo spirito di far conoscere le bellissime realtà imprenditoriali sul nostro territorio, intervistiamo periodicamente i nostri hubbers. Oggi è il turno di Ficufish, azienda ticinese che si occupa di ricerca e sviluppo di materiali e processi produttivi innovativi. Il suo obiettivo è quello di trovare soluzioni pratiche ed accessibili affinché chiunque possa vivere una vita sana ed ecologicamente sostenibile. I progetti di Ficufish sono concepiti e sviluppati attorno agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Ce ne parla Kabil Nageswarakurukkal, CEO e Strategic Development dell’azienda.

Com’è nata l’idea di fondare un’impresa che mette al centro la sostenibilità?

Viviamo in una realtà di consumismo estremo. Non ce ne rendiamo conto, ma ognuno di noi compra molto di più di quello che di cui necessita. Questo, di conseguenza, porta ad una sovra-produzione di beni che finiscono nel giro di poco tempo nelle nostre discariche. Se vogliamo concretamente aiutare le generazioni future a vivere in un pianeta sano, dobbiamo cambiare le nostre abitudini. Noi in Ficufish facciamo ricerca e sviluppo di soluzioni pratiche da mettere a disposizione dei singoli cittadini e delle aziende, aiutandole in questo cammino verso la sostenibilità. Al cuore della nostra creatura c’è la certezza che con piccole rivoluzioni quotidiane è possibile avere una grande evoluzione: diventare esseri umani più responsabili e rispettosi della propria casa, la terra.

Cosa significa «Ficufish» e perché avete scelto questo nome per la start-up?

Ficufish è una composizione fonetica di due parole che hanno origini da due culture e regioni dell’europa diverse tra loro: il Portogallo e la Svezia.
“Fixe” che si pronuncia fish in portoghese vuol dire tranquillo. Mentre “Fikae” che si pronuncia fikã in svedese vuol dire stai. Quindi nell’insieme la parola vuol dire letteralmente “stai tranquillo”. Ed è proprio quello che vogliamo trasmettere, vivere tranquilli e rispettosi di tutto ciò che ci circonda. Il nostro logo è una combinazione di una foglia di fico ed un pesce, che rappresentano rispettivamente la resilienza e la fragilità. L’infinito che risulta come figura complessiva, rappresenta infatti il delicato equilibrio nel quale il nostro pianeta esiste.

«Trasformate i rifiuti in materiale di alto valore». Cosa intendete esattamente?

Una delle grandi sfide che dobbiamo affrontare rapidamente è quello di riuscire a riutilizzare il materiale di consumo dopo il primo ciclo di utilizzo. Mi spiego meglio: la nostra terra non ha risorse illimitate, e la popolazione umana sta crescendo molto rapidamente, entrambi questi fattori porteranno nel nostro prossimo futuro a non avere più materie prime per la produzione dei nostri beni. Sull’altro versante del problema, troviamo montagne di rifiuti di ogni tipo che vengono bruciati oppure lasciati al decadimento naturale, questo produce molto inquinamento ambientale. Ecco quindi che il riciclo dei materiali da prodotti di consumo dopo il primo ciclo è una buona alternativa. Per esempio, le nostre t-shirts sono fatte con cotone e plastica riciclata. Il processo di riciclo permette di recuperare materie prime tramite processi industriali e in seguito di utilizzarli di nuovo per la produzione.

Quali sono le sfide che una start-up come la vostra deve affrontare?

La Svizzera è un paese molto fertile di start-ups, ma non è così facile riuscire competere sul mercato. L’innovazione tecnologica è un fattore determinante per spiccare il volo ed è proprio quello che stiamo facendo. Ci occupiamo di ricerca e sviluppo di materiali e macchine e rendiamo intelligenti e cognitivi i processi di produzione. Implementiamo intelligenza artificiale e apprendimento cognitivo guidato per rendere i processi macchina più autonomi e precisi. Tutto questo per permettere una produzione con alto valore umano, senza perdersi nei processi semplici che possono essere lasciati a sistemi autonomi. Ovviamente per permettere le nostre ricerche e lo sviluppo pratico è indispensabile avere del budget. Con la fabbricazione e la vendita diretta dei nostri prodotti cerchiamo di raccogliere i fondi che abbiamo bisogno. Inoltre siamo sempre alla ricerca di investitori che vogliono credere in noi ed aiutarci nei nostri obiettivi.

Quali sono gli obiettivi che vorreste raggiungere?

Noi puntiamo a realizzare processi che permettano di riciclare e produrre il più localmente possibile i prodotti di consumo che noi quotidianamente abbiamo bisogno: prodotti tessili, accessori come occhiali e prodotti più complessi come ad esempio biciclette. Vogliamo permettere a piccole aziende di produrre in Svizzera, prodotti di qualità svizzera, a prezzi accessibili alla maggior parte della popolazione svizzera.

Perché Impact Hub Ticino?

Tutto ciò che ci circonda esiste in una spirale evolutiva. Solo noi esseri umani sembriamo non essere in sintonia con questa spirale. Trovo che sia quindi necessario allinearci con la natura e rispettarla. Con questa mentalità ho fondato la mia azienda, e questa mentalità l’ho trovata in Impact Hub Ticino. Un connubio quindi naturale che mi ha fatto sentire subito a “casa”. Penso ad Impact Hub Ticino come ad un bellissimo orto. Non basta solo un terreno fertile per far crescere piante e fiori. Bisogna coltivarlo, annaffiarlo, prendersene cura. Solo così, le piante diventeranno forti e belle. I ragazzi del team Impact Hub sono affiatati e sinergici nel trovare il miglior modo la soluzione più adatta per aiutarti a coltivare la tua creatura.