Storie da Hubber: b.unlimited
12 Luglio 2022 - IH Ticino

Con lo spirito di far conoscere le bellissime realtà imprenditoriali sul nostro territorio, intervistiamo periodicamente i nostri hubbers. Oggi è il turno di b.unlimited, ce ne parla Ulrich Broger Segantini, CEO dell’azienda.

Cosa fa b.unlimited e quali sono i vostri obbiettivi?
B.unlimited, è una startup appena nata con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo del denim dapprima in Svizzera e poi potenzialmente nel resto del mondo. Sviluppiamo i primi jeans fatti al 100% di canapa e il nostro obbiettivo è quello di  produrre e distribuire capi moda in modo completamente sostenibile, definendo dei nuovi standard nell’industria della moda. Finora, nessuno ha creato dei jeans che non contenessero anche fibra di cotone o agenti chimici: noi lo abbiamo fatto, superando tutti i limiti. Da qui anche il nome dell’azienda!

Come è nata l’idea di fondare un’azienda incentrata sulla sostenibilità? Perché in Ticino?
L’industria della moda ha un problema fondamentale: il 66% dei tessuti prodotti in tutto il mondo sono fatti con fibre a base di petrolio. Il 25% è fatto di cotone, che è anche prodotto solo con l’aiuto di fertilizzanti, diserbanti e l’uso di molta acqua. Del restante 9%, solo il 3% circa è prodotto in modo sostenibile. Ho cercato quindi delle alternative alla produzione standard, e mi sono soffermato in particolar modo sul denim, un capo moda estremamente popolare, insostituibile e inimitabile: infatti, tutti, ma proprio tutti, abbiamo almeno un paio di jeans nell’armadio. Ho quindi sempre pensato che i jeans dovessero essere prodotti in modo migliore e più sostenibile. Nella mia ricerca di materiali, mi sono imbattuto nella canapa. Una pianta molto interessante e davvero versatile.

Quali sono le sfide che una start-up come la vostra deve affrontare? E più in generale, quali sono i problemi della filiera tessile che possiamo incontrare oggi?
Sfortunatamente, molte competenze e anche tecnologie relative alla lavorazione della canapa sono scomparse in Europa e per questo abbiamo dovuto praticamente reinventare processi e tecniche di lavorazione per poter sviluppare un filato sufficientemente stabile per poter essere lavorato senza l’uso di altri materiali. Fortunatamente, in varie regioni d’Europa sono state avviate iniziative di lavorazione della canapa, cosicché oggi siamo in grado di produrre tale filato. Solo recentemente l’industria della moda ha capito che dovremmo tutti lavorare con fibre rinnovabili e prodotte in modo sostenibile, per questo penso che negli anni a venire molti brand saranno pronti ad abbandonare il cotone, e maggiormente disposti a produrre e  commercializzare il denim di canapa.

Perché hai scelto Impact Hub Ticino? Qual è il valore aggiunto qui?
Ero uno degli abitanti di Spazio 1929, e quando Impact Hub Ticino si è stabilito in questa villa ne sono stato molto felice poiché il mio progetto incarna esattamente i valori e gli obbiettivi di Impact Hub.