Martedì 19 Luglio 2022 si è svolto in Impact Hub Ticino il terzo TED Members Group Discussion dell’anno, organizzato con il sostegno di BancaStato. “Il clima di oggi, il cibo di domani” questo il tema dell’evento, che ha creato tra i partecipanti un dibattito attivo in un’atmosfera rilassata ed informale.

La serata è iniziata con la proiezione di un video TED Talk: “Climate Change is becoming a problem you can taste di Amanda Little, docente di giornalismo e scrittura scientifica alla Vanderbilt University ed editorialista per Bloomberg. Dopo la proiezione del video, i partecipanti si sono confrontati in un dibattito costruttivo, esprimendo idee e visioni attraverso un conversazione aperta.

“Siamo quello che mangiamo”: così esordiva Feuerbach già nel 1850 per sottolineare come le abitudini alimentari di un individuo possano dirci molto sulla sua cultura, sulla sua salute e sulla società in cui vive. Ma siamo sempre consapevoli del cibo che mangiamo e dell’impatto sulla nostra salute e sul clima? 

“Il cibo prima di arrivare sulle nostre tavole deve essere coltivato, raccolto, allevato, trasportato, lavorato, confezionato, distribuito e cucinato. L’energia necessaria per fornire tutti questi processi equivale al 30% dell’energia disponibile a livello mondiale, e di questa, la fase di distribuzione ne consuma oltre il 70%”, racconta uno dei partecipanti. “A tutto ciò va poi aggiunto un altro dato molto importante, conseguenza soprattutto della grande distribuzione: un terzo del cibo prodotto viene cestinato durante le diverse fasi della filiera”, aggiunge un giovane agricoltore. Per non parlare dell’impatto negativo dell’utilizzo di pesticidi, erbicidi e fungicidi dell’agricoltura convenzionale/industriale.

Ma abbiamo davvero bisogno di tutto questo cibo? Cosa succederebbe se comprassimo di meno? E a quale prodotto saremmo disposti a rinunciare, in nome di un consumo più consapevole? 

“Non dimentichiamo l’aspetto spirituale e culturale legato al cibo” – sostiene un altro partecipante – “Siamo pronti ad affrontare anche un cambiamento culturale?”. 

Le alternative promosse dall’innovazione tecnologica come gli orti verticali, la carne prodotta in laboratorio, l’uso dell’intelligenza artificiale, sono solo alcune delle valide alternative. “Forse sarebbe più facile smettere di mangiare la carne e smettere di mangiare il pesce: non stiamo uccidendo soltanto la terra, ma anche gli oceani”, continua, commossa, un’altra partecipante, appena rientrata da un viaggio ai Caraibi in cui in 10 giorni non ha visto un solo pesce. 

L’agricoltura biologica, biodinamica e rigenerativa promuovono un approccio sistemico in cui il ruolo dell’agricoltore non è soltanto quello di produrre cibo, ma soprattutto quello di rigenerare il terreno. “L’agricoltura rigenerativa, sintropica e agroforestale sta dimostrando un’ottima resa di prodotti certamente più sani e nutritivi che contribuiscono anche all’assorbimento di CO2”, aggiunge un altro partecipante. “Certo, c’è il tema della scarsità d’acqua, la siccità di questi mesi ha messo a dura prova l’intero sistema” continua, “ma fortunatamente c’è ascolto e una buona collaborazione con le autorità locali per individuare nuove soluzioni e fonti di acqua alternative”. 

Queste alcune delle domande emerse durante la conversazione di ieri sera che ha coinvolto imprenditori, studenti, professionisti del mondo aziendale, pubblico e no-profit. La conclusione è stata abbastanza chiara: L’intero sistema alimentare andrebbe ri-progettato.

Ma come? La sfida, si è detto, è quella di creare un collante tra le filosofie di pensiero combinando la storia, il rispetto dei ritmi naturali con le opportunità derivanti dall’innovazione e l’educazione alimentare.

La conversazione è stata facilitata ed alimentata da Gabriele Bianchi, Enologo e Proprietario Azienda Agricola Bianchi; Natalie Maspoli Taylor, Direttrice Sea Shepherd Svizzera; Ludovica Donati, CEO di Blue Arbor Foundation, Agnese Zgraggen, Food Designer e titolare di Officina del Gusto.

L’evento è stato organizzato grazie al supporto di BancaStato che ringraziamo. Qui il link ad album fotografico (a cura della nostra Hubber Egle Berruti Photographer) e alla mappa delle parole chiave.


Cosa sono i TED Members Group Discussions?

I TED Members Group Discussions, sono eventi ricorrenti ed informali in cui i partecipanti guardano insieme un video TED sui temi più attuali e urgenti per la comunità e ne discutono apertamente cercando soluzioni e confrontandosi in uno sforzo di intelligenza collettiva. Impact Hub Ticino organizza quattro eventi all’anno toccando tematiche attuali e d’ispirazione per la community locale.

Siamo orgogliosi di annunciare che Impact Club, l’incubatore di Impact Hub Ticino che sostiene lo sviluppo di progetti imprenditoriali ad impatto e di innovazione sociale (for profit e non for profit) nella Svizzera italiana, è sostenuto da Fondazione Mercator Svizzera, una delle più importanti fondazioni svizzere che si impegna per costruire una società aperta, solidale ed ecologicamente sostenibile. La Fondazione Mercator Svizzera si unisce a Fondo Pionieristico Migros, primo partner di Impact Club.

Inoltre, siamo quasi pronti a presentarvi i progetti che parteciperanno alla prima edizione di Impact Club, 64 progetti (58% donne!) del territorio hanno partecipato alla nostra open call di maggio: da Rossa a Castel san Pietro, dalla Val Mara alla Val di Blenio!

Seguiteci sui nostri canali social per scoprire i progetti che parteciperanno alla prima edizione dell’incubatore!

 

Con lo spirito di far conoscere le bellissime realtà imprenditoriali sul nostro territorio, intervistiamo periodicamente i nostri hubbers. Oggi è il turno di b.unlimited, ce ne parla Ulrich Broger Segantini, CEO dell’azienda.

Cosa fa b.unlimited e quali sono i vostri obbiettivi?
B.unlimited, è una startup appena nata con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo del denim dapprima in Svizzera e poi potenzialmente nel resto del mondo. Sviluppiamo i primi jeans fatti al 100% di canapa e il nostro obbiettivo è quello di  produrre e distribuire capi moda in modo completamente sostenibile, definendo dei nuovi standard nell’industria della moda. Finora, nessuno ha creato dei jeans che non contenessero anche fibra di cotone o agenti chimici: noi lo abbiamo fatto, superando tutti i limiti. Da qui anche il nome dell’azienda!

Come è nata l’idea di fondare un’azienda incentrata sulla sostenibilità? Perché in Ticino?
L’industria della moda ha un problema fondamentale: il 66% dei tessuti prodotti in tutto il mondo sono fatti con fibre a base di petrolio. Il 25% è fatto di cotone, che è anche prodotto solo con l’aiuto di fertilizzanti, diserbanti e l’uso di molta acqua. Del restante 9%, solo il 3% circa è prodotto in modo sostenibile. Ho cercato quindi delle alternative alla produzione standard, e mi sono soffermato in particolar modo sul denim, un capo moda estremamente popolare, insostituibile e inimitabile: infatti, tutti, ma proprio tutti, abbiamo almeno un paio di jeans nell’armadio. Ho quindi sempre pensato che i jeans dovessero essere prodotti in modo migliore e più sostenibile. Nella mia ricerca di materiali, mi sono imbattuto nella canapa. Una pianta molto interessante e davvero versatile.

Quali sono le sfide che una start-up come la vostra deve affrontare? E più in generale, quali sono i problemi della filiera tessile che possiamo incontrare oggi?
Sfortunatamente, molte competenze e anche tecnologie relative alla lavorazione della canapa sono scomparse in Europa e per questo abbiamo dovuto praticamente reinventare processi e tecniche di lavorazione per poter sviluppare un filato sufficientemente stabile per poter essere lavorato senza l’uso di altri materiali. Fortunatamente, in varie regioni d’Europa sono state avviate iniziative di lavorazione della canapa, cosicché oggi siamo in grado di produrre tale filato. Solo recentemente l’industria della moda ha capito che dovremmo tutti lavorare con fibre rinnovabili e prodotte in modo sostenibile, per questo penso che negli anni a venire molti brand saranno pronti ad abbandonare il cotone, e maggiormente disposti a produrre e  commercializzare il denim di canapa.

Perché hai scelto Impact Hub Ticino? Qual è il valore aggiunto qui?
Ero uno degli abitanti di Spazio 1929, e quando Impact Hub Ticino si è stabilito in questa villa ne sono stato molto felice poiché il mio progetto incarna esattamente i valori e gli obbiettivi di Impact Hub.

Il clima di oggi. Il cibo di domani.

Il prossimo TED Members Group Discussion di Impact Hub Ticino si terrà il 19 luglio alle ore 18:00 presso la sede di Impact Hub Ticino in via Ciseri 3 a Lugano e affronta il tema “Il clima di oggi, il cibo di domani” partendo dal video TED Talk “Climate Change is becoming a problem you can taste” di Amanda Little, docente di giornalismo e scrittura scientifica presso la Vanderbilt University ed editorialista di Bloomberg.

I nostri sistemi alimentari e le catene della produzione del cibo non sono stati progettati per adattarsi a grandi cambiamenti, come quello climatico che stiamo vivendo. In questo TED Talk Amanda Little racconta come la crisi climatica potrebbe devastare il nostro approvvigionamento alimentare e ci presenta gli agricoltori, gli imprenditori e gli ingegneri che stanno ripensando radicalmente a ciò che coltiviamo e a come mangiamo, combinando l’agricoltura tradizionale con la tecnologia più avanzata per creare un futuro alimentare robusto, resiliente e sostenibile.

Dopo la proiezione del video TED, tutti i partecipanti sono invitati a contribuire attivamente alla conversazione esprimendo idee e visioni in modo collaborativo con l’obiettivo di apportare nuova consapevolezza e punti di vista attorno alla tematica. La conversazione sarà facilitata ed alimentata da altri “conversation starters” in loco esperti sul tema. Parteciperanno:

L’evento è organizzato grazie al supporto di BancaStato che ringraziamo.

Programma

  • Ore 18:00 – Doors opening
  • Ore 18:20 – Introduzione e proiezione del video TED
  • Ore 18:30 – Inizio della conversazione
  • Ore 20:00 – Aperitivo e networking

Registrazioni

Per registrarsi, visitate la pagina di Evenbrite. I posti sono limitati.

Cosa sono i TED Members Group Discussions?

I TED Members Group Discussions, sono eventi ricorrenti ed informali in cui i partecipanti guardano insieme un video TED sui temi più attuali e urgenti per la comunità e ne discutono apertamente cercando soluzioni e confrontandosi in uno sforzo di intelligenza collettiva. Impact Hub Ticino è membro TED e organizza quattro eventi all’anno toccando tematiche attuali e d’ispirazione per la community locale.

Su Amanda Little

Amanda Little è docente di giornalismo e scrittura scientifica presso la Vanderbilt University ed editorialista di Bloomberg, dove scrive di ambiente, agricoltura e innovazione. Amanda ha una particolare predilezione per i reportage lontani e difficili da digerire, che la portano in piattaforme petrolifere ultraprofonde, nei tombini, negli impianti di depurazione e all’interno delle nuvole monsoniche.

È autrice di The Fate of Food: What We’ll Eat in a Bigger, Hotter, Smarter World, che esplora come nutrire l’umanità in modo sostenibile ed equo nell’era del cambiamento climatico. Il suo recente TED Talk, basato su questo libro, ha superato il milione di visualizzazioni. Ha scritto anche il libro Power Trip: The Story of America’s Love Affair With Energy. Amanda ha pubblicato i suoi articoli e commenti sul New York Times, Washington Post, Vanity Fair, Rolling Stone, Wired, New York Magazine, NewYorker.com e altrove. Già editorialista della rivista Outside e di Grist.org, ha ricevuto il Nautilus Book Award, il Rachel Carson Environment Book Award della Society for Environmental Journalists e il Jane Bagley Lehman Award per l’eccellenza nel giornalismo ambientale.

 

Giovedì 19 Maggio 2022 si è svolto in Impact Hub Ticino il secondo TED Members Group Discussion dell’anno, organizzato con il sostegno di BancaStato. “Inclusion Revolution” questo il tema dell’evento, che ha creato tra i partecipanti un dibattito attivo in un’atmosfera rilassata ed informale.

La serata è iniziata con la proiezione di un video TED Talk: “Inclusion Revolution di Daisy Auger-Domínguez, Diversity and Inclusion Strategist. Dopo la proiezione del video, i partecipanti si sono confrontati in un dibattito costruttivo, esprimendo idee e visioni attraverso un conversazione aperta.

Paura, coraggio, auto consapevolezza, iniziativa: queste alcune delle parole chiave emerse che riassumono bene le discussioni avvenute ieri sera; parole affiancate anche da un bisogno di solidarietà e alleanza per assicurarsi un ecosistema aziendale e sociale inclusivo.

È proprio dall’analisi del contesto culturale ed educativo che è partita la conversazione: da sempre siamo stati educati a fare e non ad essere, gli uomini sono uomini, le donne sono donne, e i loro rispettivi lati maschili e femminili devono essere mascherati altrimenti non si è abbastanza “uomo” o “donna”. E dunque, finché non ci libereremo dai condizionamenti, dai bias cognitivi e non accoglieremo la molteplicità che è in noi, non riusciremo a vedere la diversità negli altri. Allo stesso modo, comunichiamo usando spesso “etichette” e appellativi che creano divisione e contribuiscono ad alimentare questi bias cognitivi: etichettiamo i rifugiati ed i migranti come “extracomunitari”, usiamo la parola generica “disabile” per descrivere circa 1 miliardo di persone affette da diversi tipi di disabilità”. Parole, che escludono invece di includere.

La vera inclusione, invece, si costruisce attraverso atti quotidiani di solidarietà e alleanza tra chi riconosce di godere di un privilegio e chi è oggetto di esclusione, altrettanto attraverso piani strategici, obiettivi chiari, azioni misurabili e processi iterativi per imparare dagli errori: solo questo trasforma un ideale in risultati concreti e duraturi. 

Negli ultimi anni il nostro sistema economico e sociale è evoluto positivamente: siamo oggi tutti più consapevoli grazie alle tante campagne di sensibilizzazione e alle misure pubbliche, ma ancora lontani da un sistema realmente inclusivo e giusto. Ognuno di noi può, deve contribuire al miglioramento:  lo Stato, mettendo in atto più strumenti che permettano a tutte le persone di fare il proprio percorso, e di fare il primo passo verso un cambiamento culturale; ognuno di noi deve sforzarsi ed alimentare la volontà di studiare, di approfondire il diverso. Molte persone non riflettono sulla loro condizione, e su quella dell’altro, aspettano semplicemente che qualcosa cambi, oppure si arrabbiano contro il sistema.

Questi alcuni dei temi emersi durante la conversazione che ha coinvolto imprenditori, studenti, professionisti del mondo aziendale, pubblico e no-profit. La conversazione è stata facilitata ed alimentata da Donatella Zappa, Direttrice presso Area Società Cooperativa; Gabrio Previtali, Capo Gruppo e Capo Progetto, Sezione del lavoro, URC; Marialuisa Parodi, Co-direttrice e Co-fondatrice presso Equi-Lab; Paolo Badano, Direttore presso Genny Factory SA; Tiziano Luccarelli, Sustainability Lead presso Kickstart Innovation e Co-fondatore Impact Hub Ticino.

I TED Members Group Discussion sono organizzati grazie al supporto di BancaStato che ringraziamo sentitamente. Grazie anche a MoneyMag, Media Partner di questo evento.

Link ad album fotografico e alla mappa delle parole chiave


Cosa sono i TED Members Group Discussions?

I TED Members Group Discussions, sono eventi ricorrenti ed informali in cui i partecipanti guardano insieme un video TED sui temi più attuali e urgenti per la comunità e ne discutono apertamente cercando soluzioni e confrontandosi in uno sforzo di intelligenza collettiva. Impact Hub Ticino organizza quattro eventi all’anno toccando tematiche attuali e d’ispirazione per la community locale.

Con lo spirito di far conoscere le bellissime realtà imprenditoriali sul nostro territorio, intervistiamo periodicamente i nostri hubbers. Oggi è il turno di Domani Food azienda svizzera di produzione di cioccolato e snack con ingredienti sostenibili ed equi. Ce ne parla Julia Rahmani, cofondatrice dell’azienda.

Julia Rahmani, cofondatrice Domani FoodCosa fa Domani Food?
Siamo un’azienda svizzera di produzione di cioccolato e snack, il nostro laboratorio di innovazione ha sede a Rancate. Ci concentriamo su nuove soluzioni alimentari che facciano bene alla salute e alla società, essendo prodotti biologicamente con ingredienti sostenibili, commercializzati e lavorati in modo “delicato” ed equo.

Cosa rappresenta la vostra azienda e perché avete scelto questo nome? Cosa intendete con “lavorazione delicata degli alimenti” e quali sono i vantaggi?
Noi rappresentiamo la combinazione delle migliori pratiche di produzione alimentare sicura e di alta qualità con le nuove tendenze alimentari. Il nostro obiettivo è creare prodotti per i consumatori di domani. Da qui, il nome della nostra azienda esprime questa missione. La lavorazione “delicata” è un metodo di produzione con l’obiettivo della conservazione nutrizionale e del mantenimento delle sostanze nutritive. Trattare il cibo “delicatamente”, significa evitare l’uso di sostanze chimiche o di calore o pressione eccessivi durante la realizzazione del prodotto finale, in modo da proteggere il sapore e i benefici degli ingredienti, che sono spesso compromessi quando si utilizzano metodi di lavorazione tradizionali.

Come è nata l’idea di fondare un’azienda incentrata sulla sostenibilità? Perché in Ticino?
I fondatori hanno un background di oltre 150 anni nel settore alimentare. L’idea è nata dalla consapevolezza che non è solo il sapore del cibo ad essere importante, ma anche come ci fa sentire. Per essere in grado di controllare al 100% ogni ingrediente e processo alimentare, abbiamo deciso di ricostruire da zero il nostro processo produttivo. Il nostro rispetto per la cultura alimentare mediterranea e il know-how alimentare combinato con gli standard di eccellenza svizzeri ci ha portato a scegliere il Ticino come base.

Avete recentemente acquisito la storica fabbrica ticinese di cioccolato CimaNorma dando una spinta fresca e innovativa al marchio. Puoi parlarci dei vostri progetti?
Il nostro obiettivo con CimaNorma è quello di rilanciare e riposizionare il marchio concentrandoci sullo sviluppo di prodotti di cioccolato che onorino la sua eredità e le sue conquiste storiche, pur essendo in linea con le nuove tendenze alimentari tra cui l’uso di ingredienti biologici al 100%, senza additivi, monorigine e sostenibili. La nuovissima Sleeping Beauty Edition di CimaNorma celebra l’ingresso del marchio in una nuova era moderna, con un design dal packaging conveniente e semplificato ma d’impatto. La gamma comprende praline e barrette di diverse dimensioni, che vengono introdotte nel mondo dell’ospitalità lusso (con un focus sugli hotel a 5 stelle). Forniamo, per esempio, Swiss Diamond Hotel e Ticino Hotel Group con le nostre scatole di praline.

Voi coniugate innovazione e produzione e consumo responsabile. Quali sono le sfide che un’azienda come la vostra affronta ogni giorno?
Una delle principali sfide che affrontiamo è che alcuni dei più grandi rivenditori sono ancora lenti ad adattarsi alle reali esigenze dei consumatori. Il processo di quotazione di un nuovo prodotto è una procedura lunga e costosa che allontana molte giovani aziende con soluzioni alimentari innovative e più sane. La buona notizia è che sempre più millennial stanno iniziando ad entrare in queste organizzazioni o a proporre i propri concetti di retail alimentare come i nostri clienti Felfel, Siradis o Foodist, che accelerano e facilitano la rivoluzione alimentare.

Quali sono i problemi nella filiera vegana e biologica che incontrate oggi?
La principale sfida che incontriamo è che le origini e i fornitori sono limitati quando si tratta di prodotti biologici, soprattutto in Europa. Uno dei nostri fornitori biologici coltiva alcune materie prime esclusivamente per noi, il che può creare pressione se la nostra produzione è inferiore o superiore al previsto. Un altro problema è la continua ed elevata sensibilità ai prezzi, anche nel commercio premium e biologico, nonostante una diminuzione della sensibilità ai prezzi dei consumatori. Questo rende difficile mantenere un’alta qualità come piccolo produttore.

Quali sono gli obiettivi che vorresti raggiungere? E qual è il vostro impatto previsto?
A lungo termine il nostro obiettivo è quello di diventare un leader del mercato globale nel contesto dell’alimentazione sostenibile, offrendo prodotti che hanno un buon sapore e sono migliori per la nostra salute. Abbiamo in programma di andare oltre gli snack entro il prossimo anno, e stiamo lavorando per espandere le nostre operazioni oltre l’Europa.

Perché avete scelto Impact Hub Ticino? Qual è il valore aggiunto?
Abbiamo scelto di entrare a far parte di Impact Hub Ticino per incontrare sia persone che la pensano come noi nel settore, sia per condividere le nostre conoscenze, le sfide e gli insegnamenti con altre persone della regione che potrebbero essere interessate a quello che facciamo.

Inclusion revolution: ascoltare, valorizzare e accogliere la diversità nel mondo del lavoro… e non solo.

Il secondo TED Members Group Discussion del 2022 di Impact Hub Ticino si svolgerà il 19 Maggio 2022 alle 18:00 presso la sede in via Antonio Ciseri 3 e affronta il tema Inclusion revolution: ascoltare, valorizzare, accogliere le diversità nel mondo del lavoro… e non solo.” partendo dal video TED Talk Inclusion revolution di Daisy Auger-Domínguez, Diversity and Inclusion Strategist.

Daisy Auger-Domínguez ci invita a ragionare sul perché creare ambienti di lavoro in cui tutti si sentano ascoltati e valorizzati sia difficile, complesso e a volte crei stati d’animo emotivamente contrastanti. Secondo Daisy, solo quando tutti noi cominciamo a comportarci da alleati con i nostri colleghi di lavoro per quanto diversi da noi li vediamo, quando ci mostriamo solidali e combattiamo per garantire che ogni membro del team sia riconosciuto, ascoltato e valorizzato, solo allora otterremo un cambiamento duraturo e significativo, sia sul lavoro che nella nostra vita.

Quali sono quindi le sfide per creare organizzazioni più eque, giuste e inclusive? Che ruolo hanno le aziende stesse, la formazione, le risorse umane in questo cambiamento? Quali sono le sfide e quali gli incentivi? Qual è la situazione in Ticino?

Dopo la proiezione del video TED, tutti i partecipanti sono invitati a contribuire attivamente alla conversazione esprimendo idee e visioni in modo collaborativo con l’obiettivo di apportare nuova consapevolezza e punti di vista attorno alla tematica. La conversazione sarà facilitata ed alimentata da altri “conversation starters” in loco esperti sul tema. L’evento si svolge con il supporto di BancaStato, che ringraziamo sentitamente.

 

Registrazioni

I posti sono limitati. Le iscrizioni sono gratuite al seguente link.


Programma


Cosa sono i TED Members’ Group Discussions?

I TED Member Group Discussions, sono eventi ricorrenti ed informali in cui i partecipanti guardano insieme un video TED sui temi più attuali e urgenti per la comunità e ne discutono apertamente cercando soluzioni e confrontandosi in uno sforzo di intelligenza collettiva. Impact Hub Ticino è membro TED e organizza quattro eventi all’anno toccando tematiche attuali e d’ispirazione per la community locale.

 

Su Daisy Auger-Domínguez

Daisy Auger-Domínguez ha fatto della sua missione quella di rendere gli ambienti di lavoro più equi, compassionevoli e inclusivi. Dirigente nel mondo delle risorse umane e stratega della cultura dell’ambiente di lavoro, Daisy ispira e prepara le organizzazioni globali a pensare in modo inclusivo, a guidare con determinazione, ad abbracciare il coraggio e a modellare il futuro del lavoro. Come Chief People Officer di VICE Media Group, Daisy modella, costruisce e rafforza la cultura dei team di Vice, promuove la crescita professionale, l’impegno e lo sviluppo, aiuta ad accelerare le prestazioni aziendali e sostiene un’esperienza dei dipendenti equa e inclusiva.

Oggi, lunedì 11 aprile, Impact Hub Ticino lancia Impact Club, l’incubatore destinato a progetti imprenditoriali ad impatto promosso da una rete locale di investitori e filantropi

Aperte le iscrizioni per partecipare al percorso di incubazione di Impact Club, il nuovo programma di Impact Hub Ticino che ha l’obiettivo di accompagnare progetti imprenditoriali ad impatto e di innovazione sociale (for profit e non for profit) in un percorso di incubazione sostenuto da un club di investitori e filantropi. Il Fondo pionieristico Migros sostiene Impact Club per permettere ai pionieri della Svizzera italiana di realizzare i propri progetti ad impatto locale.

“In Ticino ci sono diversi progetti imprenditoriali e di innovazione sociale con promettenti soluzioni circolari e sostenibili – sostiene Tommaso Tabet, co-ideatore di Impact Club  – ma spesso non hanno accesso alle giuste competenze e a finanziamenti adeguati per poter diventare impresa. Nel mondo delle startup si parla spesso di unicorni riferendosi alle imprese con un potenziale di crescita economica esponenziale. Gli unicorni sono affascinanti, ma sono animali mitologici e fantastici. Quello che cerchiamo noi sono le zebre, animali reali che rappresentano imprese sostenibili che mirano ad avere un impatto sociale ed ambientale oltre che un adeguato ritorno economico. Questo tipo di imprese hanno necessità diverse rispetto alle classiche start up  –  continua Tabet – e per sostenere questi progetti c’è bisogno del giusto capitale.”

Ed è proprio coinvolgendo filantropi e investitori legati al territorio che Impact Club vuole creare le condizioni affinché i progetti ricevano l’adeguato supporto e diventino aziende economicamente sostenibili. 

“In Ticino vivono diversi investitori e filantropi – sostiene Carlotta Zarattini, co-ideatrice di Impact Club – e incontrandoli abbiamo percepito un forte legame con il territorio e il desiderio di sostenere iniziative ad impatto. Purtroppo però, sia per la mancanza di una rete che per lo stadio spesso troppo embrionale dei progetti, faticano a trovare imprenditori innovativi in cui investire.” 

“Ho scelto di far parte di questo progetto” racconta una delle investitrici di Impact Club, “perché in Ticino osservo un potenziale imprenditoriale inespresso, soprattutto al femminile. Credo che con le giuste misure questo potenziale possa trasformarsi in realtà e contribuire ad un Ticino più sostenibile, inclusivo e collaborativo.”

“Impact Club in Ticino crea ecosistemi locali che favoriscono il collegamento tra gli investitori e gli innovatori. Il Fondo pionieristico Migros sostiene questo progetto pilota al fine di stimolare la nascita di progetti imprenditoriali innovativi nei centri più piccoli della Svizzera” dice Pablo Villars, di Migros Pioneer Fund a Zurigo.

 

Modalità di partecipazione e programma

Il programma di incubazione dura 5 mesi, è gratuito ed è destinato a  progetti (for profit e non for profit) imprenditoriali early stage con sede nella Svizzera italiana. Impact Club, in collaborazione con 9 investitori e filantropi, sceglierà i progetti da accompagnare nel percorso di incubazione. Particolare attenzione verrà data allo sviluppo di un modello di business che combini la sostenibilità finanziaria e l’impatto, all’apprendimento peer-to-peer, agli incontri con investitori e filantropi ma anche allo sviluppo personale e al benessere dei team. Durante il percorso di incubazione i team avranno inoltre accesso alla community di Impact Hub in Svizzera, agli spazi di coworking e agli eventi settimanali e tematici proposti da Impact Hub Ticino. Alla conclusione del percorso di incubazione i progetti saranno pronti a ricevere i finanziamenti necessari.

Le iscrizioni sono aperte direttamente nel sito di Impact Club (www.impactclub.ch), dove sono disponibili tutte le informazioni necessarie. Sarà possibile presentare il proprio progetto fino al 6 maggio. Durante questo periodo Impact Hub Ticino organizzerà due webinar informativi di 30’, il 20 aprile alle ore 11 e il 26 aprile alle ore 17.


Maggiori informazioni

Impact Club è un programma di Impact Hub Ticino, che ha l’obiettivo di accompagnare progetti imprenditoriali ad impatto e di innovazione sociale (for profit e non for profit) in un percorso di incubazione sostenuto da un gruppo di investitori e filantropi. Impact Hub Ticino è una rete mondiale di persone e organizzazioni che facilita la transizione verso un’economia responsabile. Attraverso uno spazio di coworking, una community attiva, progetti ed eventi, Impact Hub Ticino accoglie persone ed organizzazioni che cercano soluzioni tangibili alle sfide più urgenti e pressanti del nostro tempo. Grazie ad Impact Club, Impact Hub Ticino arricchisce il sistema regionale dell’innovazione, favorendo la collaborazione tra investitori e progetti con un focus sull’impatto.

Fondo pionieristico Migros

Il Fondo pionieristico Migros cerca e promuove idee con potenziale per la società. Esso rende possibili progetti innovativi che percorrono nuove strade e sperimentano soluzioni orientate al futuro. L’approccio di sostegno basato sul risultato unisce il sostegno finanziario a prestazioni di coaching. Il Fondo pionieristico Migros è parte dell’impegno sociale del Gruppo Migros e viene realizzato grazie alle imprese del Gruppo Migros con circa 15 milioni di franchi all’anno.

Ieri, 24 Marzo 2022 si è svolto in Impact Hub Ticino il primo TED Circles dell’anno. “Le aziende nella società che cambia” questo il tema dell’evento, che ha creato tra i partecipanti un dibattito attivo in un’atmosfera rilassata ed informale.

La serata è iniziata con la proiezione di un video TED Talk: “Transforming ownership to create a better economy” (ripensare il concetto di proprietà aziendale per creare un’economia migliore) di Armin Steuernagel co-fondatore e socio dirigente di Purpose Foundation e Purpose Capital. Dopo la proiezione del video, i partecipanti si sono confrontati in un dibattito costruttivo, esprimendo idee e visioni, alimentando una nuova cosapevolezza attorno alla tematica.

La domande centrale della discussione è stata: “È possibile costruire aziende che siano una forza per il bene della società e che al contempo massimizzino i loro profitti senza creare esternalità negative?” Secondo Steuernagel “la risposta sta nel modo in cui l’azienda è strutturata, e quali tipi di incentivi offre ai suoi dirigenti e al personale”.

“La maggior parte delle aziende sostiene di rendere il mondo un posto migliore, e in alcuni casi, si può obiettivamente dire che un’azienda stia facendo qualcosa di cui il mondo ha bisogno Tuttavia, nella maggior parte delle situazioni, non è così facile valutare se l’azienda abbia effettivamente un impatto positivo netto della società nonostante crei nuovi posti di lavoro e l’impatto dei prodotti sia neutrale.” sostiene Sara Fedele, di Impact Hub Ticino.

“La genuina volontà di essere guidati dalla missione spesso non è sufficiente.” continua Tiziano Luccarelli, di Impact Hub Ticino, moderatore della serata. “Quello che sembra un modello di business che genera un impatto puramente positivo può avere sorprendenti effetti collaterali negativi. Man mano che l’azienda diventa più grande, potrebbe aver bisogno di avventurarsi in aree di business che non sono più allineate con la sua missione originale per sostenere la crescita.”

Se un’azienda è strutturata in modo tradizionale, deve ancora ascoltare le richieste dei suoi azionisti, e se gli azionisti sono interessati principalmente a massimizzare i loro profitti, il management dell’azienda è incentivato a mettere la sua missione sociale in secondo piano e concentrarsi invece unicamente sui profitti e sulla crescita. “Ed è per questo che molto spesso tutte le magnifiche soluzioni che rafforzano la missione ma che sono in contrasto con l’obiettivo di crescita, con gli obiettivi (KPI) da raggiungere, con gli strumenti di misurazione dei risultati tradizionali, non le vedremo mai accadere.” aggiunge uno dei partecipanti all’evento.

Uno tra gli emergenti modelli aziendali, è quello della steward-ownership, un modello di proprietà decentralizzato che impiega gli strumenti propri delle imprese for profit, preservando lo scopo essenziale di creare prodotti e servizi che forniscono valore sociale, e rappresentando una valida alternativa alla proprietà basata sull’azionariato.

I nuovi modelli che mantengono la responsabilità dell’impresa nelle mani di chi la conosce e ci lavora piuttosto che di azionisti delocalizzati, richiedono una maggiore consapevolezza non solo da parte dei founders, ma anche dei dipendenti stessi: sono proprio questi ultimi in alcuni casi ad essere chiamati in quanto parte attiva del processo decisionale. Il che presuppone, quindi, una trasformazione anche culturale del modo in cui si è inteso sinora il rapporto tra proprietario e dipendente.

“Trasparenza”, “responsabilità”, “missione” sono solo alcune delle parole chiave richiamate dai partecipanti durante l’evento. Entusiasmo, ma anche dubbi su come trasformare i  modelli aziendali tradizionali per attivarne di più attuali e attenti al personale, e all’ambiente, senza tralasciare il profitto.

Questi alcuni dei temi toccati durante la serata, che ha coinvolto in un bel dibattito imprenditori, studenti, professionisti bancari e legali. La conversazione è stata facilitata ed alimentata da “conversation starters” in loco esperti sul tema: Leonardo Conte, Co-Founder di Rethinking Economics Switzerland; Marco Ciamei, Avvocato specialista tra gli altri in Diritto Societario, Fiscale e del Lavoro, sia in Italia e Svizzera; Roberto Giannetti, Giornalista Economico del Corriere del Ticino; Elias Minotti, agricoltore e co-fondatore di Cerere Bistrot e Retail; Manuela Pagani Larghi, co-fondatrice Impact Hub Ticino e ULab Hub Ticino; Tiziano Luccarelli, co-fondatore di Impact Hub Ticino e Circular Economy Lead, Kickstart.

L’evento si è svolto con il supporto di Banca Stato, che ringraziamo sentitamente.

Qui alcune foto dell’evento
Qui la mappa parole chiave

Cosa sono i TED Circle?
I TED Circles, presto rinominati TED Members Group discussion, di cui Impact Hub Ticino è membro, sono eventi ricorrenti durante i quali un gruppo ristretto di persone s’incontra per vedere un video TED e discuterne i contenuti. L’idea è quella di generare dialogo e confronto su temi di valore. Il tema di ogni evento viene scelto da Impact Hub Ticino seguendo i suggerimenti di TED e i trend attuali. La discussione è unica e tutte sono virtualmente connesse attraverso la piattaforma TED.

Il 4 Aprile si terrà la Giornata Cantonale delle Startup dalle 9:00 alle 16:00 presso il LAC, Lugano Arte e Cultura. L’evento è organizzato dal Dipartimento dell’Economia e della Finanza e Fondazione Agire, ed in collaborazione con Impact Hub Ticino e USI Startup Center e con il supporto di BancaStato.

Innovazione, creatività, dinamismo, sguardo verso il mondo e il futuro: sono queste alcune caratteristiche delle startup, giovani aziende che rappresentano una grande opportunità disviluppo per l’economia ticinese. Una tipologia di imprenditorialità che ha esigenze particolari, tra cui la ricerca di investimenti per poter lanciare i propri prodotti o servizi sul mercato internazionale.

La Giornata cantonale delle startup ha l’obiettivo di rafforzare la messa in rete tra startup ticinesi e potenziali investitori. Questi ultimi avranno la possibilità di avvicinarsi al mondo delle startup grazie a diversi momenti di approfondimento. Le occasioni di incontro e scambio saranno inoltre facilitate nella parte espositiva in cui una ventina di startup saranno presenti con i loro stand.

Impact Hub Ticino, interverrà con una tavola rotonda a tema “Investire in aziende ad impatto: preservare la missione garantendo ritorni adeguati” moderata da Angelica Morrone, Asset manager, Angel Investor e socia di Impact Hub Ticino.

Interverranno:

La partecipazione all’evento è gratuita.I posti sono limitati.
Iscrizione online entro il 25 marzo 2022: http://www.ti.ch/giornata-startup