Dopo 3 mesi di attività, creatività ed innovazione il Circular Circular Economy Incubator di Circular Economy Transition (CET) e Impact Hub Switzerland volge al termine. Siamo pronti ed entusiasti di annunciare ed invitarvi all’evento finale di questo percorso di incubazione: Virtual Demo Day il 25 gennaio dalle 17:00 alle 20:00.
 
In questo evento nazionale, 33 startup che basano i loro modelli di business sull’economia circolare e che hanno partecipato al programma di incubazione “CE Incubator” negli ultimi 3 mesi, presenteranno i loro prodotti e progressi. Ci aspettiamo un evento emozionante che si alternerà tra sessioni di “pitching” (per argomento) e di networking.

Il numero di partecipanti è limitato, pertanto vi chiediamo gentilmente di registrarvi *qui*.  
Non vediamo l’ora di passare un Demo Day stimolante insieme a tutti voi!

Impact Hub Ticino lancia il Chapter Luganese di Impact for Breakfast (IFB), una rete informale di investitori, family office, fondazioni, fondi, venture philanthropy e organizzazioni con un interesse condiviso per l’imprenditorialità sostenibile e l’impact investing. L’obiettivo del gruppo Ticinese è quello di accrescere la consapevolezza sulle tematiche impact e di connettere persone e organizzazioni che operano sul territorio.

I membri IFB cercano di imparare gli uni dagli altri e di collaborare in modo più efficace per aumentare il loro impatto individuale e congiunto. Lanciato a Londra nel 2008, IFB è diventato una rete globale di più di 2’300 persone che copre 14 città tra cui Ginevra, New York e San Francisco.

Gli incontri gratuiti sono limitati ad un massimo di circa 20 partecipanti, e si svolgono di solito la mattina, dalle 9 alle 11. Un incontro tipico inizia con un caffè e una colazione offerta, seguito poi da una chiacchierata con l’ospite invitato e una discussione più ampia con i partecipanti. Gli speaker condividono la propria esperienza, e si raccontano senza pitch nè powerpoint.

Impact for Breakfast Lugano è sostenuto da Impact Hub Ticino e Copernicus Group. Per rimanere aggiornati sui prossimi incontri, iscrivetevi qui.

La Scuola universitaria federale per la formazione professionale SUFFP, in collaborazione con la Conferenza della Svizzera italiana per la formazione continua degli adulti CFC, ImpactHub Ticino, Benefit Innovation, Ulab Hub Ticino e con il sostegno della Divisione della formazione professionale DFP e di éducation21, promuove quest’anno cinque incontri e un laboratorio nell’ambito dell’iniziativa denominata ‘Un’officina delle idee: incontri per l’innovazione nella formazione professionale’, giunta all’ottava edizione. 
24.02.2022 – La sociocrazia: un nuovo modello organizzativo.
Con Pierre Houben, formatore e facilitatore. Moderazione di Manuela Pagani Larghi. L’incontro avrà inizio alle 18:00 presso l’Aula Magna della Scuola universitaria federale per la formazione professionale SUFFP, via Besso 84, 6900 Lugano-Massagno. Il numero di posti è limitato. Le iscrizioni sono accettate in ordine di arrivo.
07.04.2022 – Produzione, distribuzione e consumo alimentare: quali modelli per un futuro sostenibile?
Con Stefano Liberti, giornalista e film-maker. Moderazione di Manuela Pagani Larghi. L’incontro avrà inizio alle 18:00 presso l’Aula Magna della Scuola universitaria federale per la formazione professionale SUFFP, via Besso 84, 6900 Lugano-Massagno. Il numero di posti è limitato. Le iscrizioni sono accettate in ordine di arrivo.

Incontri trascorsi

  • La nuova economia: modelli a confronto
  • Pomeriggio di studio: Formazione e azienda. Innovazione e creatività
  • Laboratorio pratico di Coaching Circle
  • Le B-Corp: un nuovo modello di impresa
A proposito di economia responsabile…
L’economia così come l’abbiamo conosciuta dal secondo dopoguerra, pur nelle sue trasformazioni, mostra ormai un’insanabile incompatibilità con quelle esigenze di giustizia, equità e sostenibilità sociale e ambientale che una società autenticamente democratica riconosce come inalienabili. Qualcosa nelle coscienze di chi è chiamato ad agire sta cambiando. Sempre più imprese a livello mondiale perseguono, o dichiarano di voler perseguire, oltre all’utile, obiettivi di impatto positivo sulle persone, il territorio e l’ambiente. Sia pur con difficoltà, si fanno strada nuovi modelli di economia, di impresa e di organizzazione capaci di generare e garantire risultati positivi anche sul benessere dei collaboratori, dei clienti, dell’ambiente e sul contesto sociale nel quale operano: una riedizione mutatis mutandis, del mirabile modello imprenditoriale olivettiano.

Sono tentativi di operare nel rispetto degli standard ambientali e sociali in modo da massimizzare l’impatto positivo su risorse e persone e generare così, a lungo termine, processi di crescita, non compromissivi e lesivi dell’ambiente sociale e naturale in cui operano. Per questo tipo di organizzazioni la formazione è fondamentale: una leva del cambiamento che consente di passare dal modello produttivo attuale ad un nuovo modello culturale, dove rispetto, responsabilità e solidarietà risultano elementi imprescindibili del proprio operare.

Nella nostra società del successo, gli errori o anche il fallimento non sono previsti. Raccontiamo e premiamo storie gloriose di obiettivi raggiunti o superati, di successo e profitto. E se il fallimento si verifica, reagiamo con avversione, forse con l’esclusione. Eppure il fallimento è una fonte molto importante e produttiva di apprendimento e crescita.

Ricchezza, celebrità, successo professionale, felicità privata. Questo è quello che sentiamo ancora e ancora. Innumerevoli storie eroiche dimostrano continuamente che chiunque può farcela. Errori? Non accadono e se accadono, sono sempre stati gli altri – quelli che non hanno successo.

E poi all’improvviso si sente qualcosa del genere: “Ho fatto davvero un gran casino!”. Oppure: “È stata solo colpa mia, per la quale non posso ritenere responsabile nessun altro”. Un’azienda ricca di tradizione è stata spinta al muro, il mercato è stato completamente giudicato male o l’azienda è caduta vittima della sua stessa vanità. Chi lo ammette davvero e se ne assume la responsabilità? Chi supera la propria vergogna e ne parla apertamente di fronte a un grande pubblico, composto quasi esclusivamente da persone sconosciute? Chi si rende così vulnerabile? E a che scopo?

Risposta: un bel po’ di persone, in tutto il mondo, da quasi 10 anni. Lo fanno per presentare la propria esperienza e condividere ciò che hanno imparato dai loro fallimenti personali, perché l’errore non si debba necessariamente ripetere. Spesso, parlare del proprio fallimento davanti a un pubblico interessato e amichevole è anche catartico. Tutto questo accade durante una “Fuckup Night”!

Cos’è una “Fuckup Night”?
Nel 2012, cinque giovani messicani della scena delle start-up hanno inventato la “Fuckup Night”. Stanchi di sentire infinite storie di successo, cominciarono a concepire una sorta di evento durante una festa a Città del Messico che si sarebbe concentrato sui rapporti di fallimento personale, succintamente e ironicamente etichettato come “Fuckup”.

Da quel momento le FuckUp Nights sono diventate molto popolari e si sono diffuse in tutto il mondo. Ad ogni incontro tre relatori, provenienti da percorsi ed esperienze variegati, raccontano in 7 minuti ciascuno ciò che hanno appreso dai loro piccoli e grandi insucessi professionali e imprenditoriali. A seguito di ogni racconto viene lasciato spazio alle domande del pubblico e in conclusione alla parte più formale dell’evento segue un momento di networking.

Anche Lugano ha un bel movimento FuckUp Nights grazie a Romina Henle, Chapter Leader Ticino e Fondatrice di Dance In Your Essence. Gli eventi si tengono 4 volte l’anno nei nostri spazi in Impact Hub Ticino. Per maggiori informazioni sugli eventi, guardate il nostro calendario eventi! Vi aspettiamo numerosi e curiosi!

Quaranta partecipanti, dieci mentori, otto squadre e progetti, due premiati: questi i numeri del “Climathon Regione Mendrisiotto”, l’evento di 24 ore incentrato su progetti innovativi per incentivare sistemi di economia circolare e zero rifiuti, svoltosi presso il Campus SUPSI di Mendrisio il 29 e 30 ottobre 2021. Il primo premio è andato a un progetto digitale che connette i cittadini che hanno bisogno di riparare i propri dispositivi elettronici con le aziende o i negozianti in grado di farlo. Il secondo premio, invece, è stato assegnato ad una squadra che ha sviluppato un programma educativo per sensibilizzare i bambini ai principi di economia circolare e sostenibilità attraverso la produzione di contenuti video.

“Climathon Regione Mendrisiotto” si è svolto insieme a circa 150 Climathon organizzate in tutto il mondo. Quest’anno l’ideathon ha allargato i suoi orizzonti, coinvolgendo non solo la Città di Mendrisio, ma l’intera regione del Mendrisiotto grazie alla partecipazione di tredici comuni che hanno aderito all’iniziativa con entusiasmo, e che ne hanno confermato il successo. “Anche quest’anno il Climathon è stato un successo, dimostrando quanto la popolazione sia sensibile alla protezione del clima e a sostenere l’innovazione”, dice Gabriele Martinenghi della Città di Mendrisio. “Speriamo che le idee nate dal Climathon contribuiscano ad innescare circoli virtuosi di sviluppo territoriale (sociale ed economico) in una prospettiva sostenibile e inclusiva”.

“Il tema scelto quest’anno per il Climathon Regione Mendrisiotto, zero rifiuti ed economia circolare, ha suscitato molto interesse, come dimostrano le otto proposte di progetto presentate”, afferma Francesca Cellina, ricercatrice SUPSI. “La valutazione di queste proposte è stata il difficile compito della giuria, formata dai rappresentanti delle istituzioni (i comuni sostenitori, Città di Mendrisio, Canton Ticino), esperti di economia circolare (ACSI, WWF, IHT), ed esperti di innovazione (Fondazione Agire, cenpro). 

Due idee premiate hanno ricevuto dei premi in denaro per iniziare a lavorare sui loro progetti. Il primo premio di 4.500 franchi svizzeri oltre all’accesso all’incubatore dell’USI Startup Centre, è andato al progetto denominato Ultima Ratio un progetto incentrato sullo sviluppo di una piattaforma digitale per connettere i cittadini che hanno bisogno di riparare i propri dispositivi elettronici con le aziende o i negozianti in grado di farlo, sensibilizzando al contempo la popolazione sulle pratiche di riciclo e di riuso. Il secondo premio di 2.500 franchi oltre all’accesso alle membership e alla community di Impact Hub Ticino, è andato a The Composts, che ha ideato un programma educativo per le scuole che consente la comprensione dei principi di economia circolare e sostenibilità attraverso la produzione di contenuti video facilmente fruibili dai bambini.

“Siamo molto soddisfatti del successo della terza edizione del Climathon Regione Mendrisiotto”, conclude Gabriele Martineghi. “Un grande ringraziamento ai partecipanti e a tutte le persone che hanno lavorato con noi per organizzare e finanziare questo Climathon”. L’iniziativa è realizzata con il sostegno organizzativo e finanziario di numerosi partner: tutti i dettagli sono disponibili sul sito web https://climathon.climate-kic.org/mendrisiotto.

Organizzatori

Canton Ticino – Dipartimento del territorio

Città di Mendrisio

Fondazione cenpro

Impact Hub Ticino

SUPSI

USI Startup Centre

 

Finanziatori

Canton Ticino – Dip. del territorio

Città di Mendrisio

Fondazione Agire

Fondo Clima Lugano Sud 

Comune di Balerna

Comune di Bissone

Comune di Castel San Pietro

Comune di Chiasso

Comune di Coldrerio

Comune di Maroggia

Comune di Morbio Inferiore

Comune di Novazzano

Comune di Stabio

Comune di Vacallo

 

Sostenitori

ACR

ACSI

Città dell’Energia

Comune di Arogno

Comune di Brusino Arsizio

TicinoEnergia

WWF

 

Impact Hub Ticino lancia la serie di eventi TED Circles, il primo dei quali avverrà il 21 ottobre alle ore 18:00 presso la sede di Impact Hub Ticino in via Ciseri 3 a Lugano. Il primo TED Circle “Here and Now” è organizzato in collaborazione con Lugano Living Lab e si terrà in occasione degli eventi che anticipano la Giornata digitale svizzera 2021, nonché parte dell’Autunno Digitale di Lugano.

Il TED Circle di questo mese affronta il tema “La città da 15-minuti: come progettare una città innovativa e sostenibile”. Dopo la visione del TED Talk “The 15-minutes city” di Carlos Moreno, Scientific director, Panthéon Sorbonne University-IAE Paris, tutti i partecipanti sono invitati a contribuire attivamente esprimendo idee e visioni in una conversazione aperta e collaborativa con l’obiettivo di apportare nuova consapevolezza e punti di vista attorno alla tematica. La conversazione sarà facilitata ed alimentata da alcuni “conversation starters” in loco esperti sul tema. Parteciperanno:

Cosa sono i TED Circle?

I TED Circles – nuovo format TED – sono eventi ricorrenti durante i quali un gruppo ristretto di persone s’incontra per vedere un video TED e discuterne i contenuti. L’idea è quella di generare dialogo e confronto su temi di valore. Un macro tema mensile viene proposto a livello mondiale da TED, ma è facoltativo, il singolo video può essere scelto liberamente all’interno della grande library di video del sito ted.com. Ogni TED Circle è unico e tutti sono virtualmente connessi attraverso la piattaforma TED Circles, consentendo alle conversazioni locali di raggiungere una scala globale.

 

Dal 2015, ogni anno, in più di 100 città al mondo si svolge il Climathon, una “maratona” di ventiquattro ore per trovare nuovi modi con cui contrastare il cambiamento climatico. L’appuntamento con il Climathon Mendrisiotto è fissato per la serata di venerdì 29 ottobre.

Il modello è quello degli ideathon: le città lanciano una sfida su come mitigare gli impatti negativi del cambiamento climatico sul proprio territorio o su come prevenirli, riducendo le emissioni di gas ad effetto serra. Comuni cittadini, studenti, imprenditori, professionisti ed esperti del settore colgono la sfida e, riuniti in piccole squadre, lavorano assieme per ventiquattro ore, con l’obiettivo di trovare nuove soluzioni. Un chiaro problema da affrontare, il tempo limitato a disposizione, l’inter-disciplinarità delle competenze dei partecipanti, la forte motivazione e la convinzione che un cambiamento sia davvero possibile: questi sono gli ingredienti del successo del Climathon.  

Nel 2019 il Climathon si è svolto per la prima volta anche a Mendrisio, affrontando il problema dell’intensificazione delle ondate di calore nei mesi estivi e la conseguente formazione dei fenomeni dell’isola di calore in città. Nel 2020 il Climathon è tornato a Mendrisio in una versione interamente digitale, durante la quale quaranta persone hanno lavorato sul tema dell’impatto climatico del nostro sistema alimentare.

Per il 2021, il Climathon allarga i suoi orizzonti, coinvolgendo non solo la Città di Mendrisio, ma l’intera regione del Mendrisiotto grazie alla partecipazione di tredici comuni che hanno aderito all’iniziativa con entusiasmo. “L’idea di coinvolgere i comuni della regione è nata dal desiderio di mettere a sistema le risorse e le necessità del territorio: tutti i comuni della Regione sono infatti toccati dalle medesime problematiche e potrebbero trarre giovamento dall’affrontarle insieme, producendo un impatto più ampio sulla scala regionale” racconta Gabriele Martinenghi dell’Ufficio tecnico comunale della Città di Mendrisio, tra gli organizzatori dell’evento. “C’è stata immediatamente una risposta positiva da parte di molti e speriamo che le idee nate dal Climathon contribuiscano ad innescare circoli virtuosi di sviluppo territoriale (sociale ed economico) in una prospettiva sostenibile e inclusiva”.

Quest’anno sono previste quattro sfide: le prime tre mirano a prevenire la produzione di rifiuti, dunque come ridurre i consumi secondo una logica di “sufficienza”, come supportare la diffusione di prodotti riparabili e riassemblabili e come estendere la durata di vita dei prodotti, attraverso forme di riutilizzo e condivisione. La quarta sfida riguarda la gestione dei prodotti a fine vita, cioè come garantire una corretta ed efficiente separazione e gestione logistica del rifiuto, per il recupero di materiali e la re-immissione nel ciclo produttivo.

Le squadre che svilupperanno le idee più promettenti, selezionate da una giuria di esperti del settore e rappresentanti dei comuni sostenitori del Climathon, riceveranno contributi finanziari per 7’000 CHF complessivi e l’accesso al coaching dell’USI Startup Centre per poterle mettere in pratica. Dalle idee ad alto potenziale di innovazione potranno quindi nascere nuove società start-up o nuovi consorzi pubblico-privato.

Il Climathon Mendrisiotto inizierà nel tardo pomeriggio (ore 18:00) di venerdì 29 ottobre e terminerà la sera di sabato 30 ottobre con un aperitivo e si svolgerà presso il nuovo campus SUPSI di Mendrisio-Stazione. Workshop, sessioni formative, coach ed esperti supporteranno le squadre e una sessione di yoga aiuterà a ritrovare le energie e rimanere focalizzati. 

L’iniziativa è realizzata con il sostegno organizzativo e finanziario di numerosi partner: tutti i dettagli sono disponibili sul sito web https://climathon.climate-kic.org/mendrisiotto.

La partecipazione è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione tramite il sito web, in quanto i posti sono limitati. Termine di iscrizione: 24 ottobre 2021. L’evento si svolgerà nel pieno rispetto delle regole anti-COVID pertanto sarà richiesto il certificato COVID con codice QR (avvenuta vaccinazione, tampone negativo o guarigione) a tutti i partecipanti. Sarà inoltre richiesta la mascherina, obbligatoria in tutti gli spazi interni SUPSI.

 

Organizzatori

Canton Ticino – Dipartimento del territorio

Città di Mendrisio

Fondazione cenpro

Impact Hub Ticino

SUPSI

USI Startup Centre

 

Finanziatori

Canton Ticino – Dip. del territorio

Città di Mendrisio

Fondazione Agire

Fondo Clima Lugano Sud 

Comune di Balerna

Comune di Bissone

Comune di Castel San Pietro

Comune di Chiasso

Comune di Coldrerio

Comune di Maroggia

Comune di Morbio Inferiore

Comune di Novazzano

Comune di Stabio

Comune di Vacallo

 

Sostenitori

ACR

ACSI

Città dell’Energia

Comune di Arogno

Comune di Brusino Arsizio

TicinoEnergia

WWF

 

Inaugurazione di Impact Hub Ticino

Il prossimo 25 settembre 2021 alle ore 16.30, nei giardini di Villa Gujoni in Via Ciseri 3 a Lugano, si svolgerà l’evento di inaugurazione di Impact Hub Ticino (IHT).

L’evento prevede una stimolante tavola rotonda sul tema “Capitale ad impatto ed intelligenza collettiva: come costruire una rete a sostegno dell’imprenditoria sostenibile in Ticino?”  con la partecipazione di Agostino Ferrazzini, CEO Società di Navigazione del Lago di Lugano Christian Vitta (Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della Finanza ed Economia del Canton Ticino), Corina Albertini (Senior Strategic Advisor, Cenpro), Patrick Elmer (Fondatore e CEO di iGravity) e Tiziano Luccarelli (Cofondatore di Impact Hub Ticino e collaboratore di Kickstart). Seguirà il nostro “Impact Safari”, una presentazione partecipata delle attività e progetti della community di Impact Hub Ticino, accompagnata da un DJ Set con Erika Fatna (ZH) e dj LeMox (TI), gastronomia a chilometro zero e opportunità di scambio sotto le stelle

Cos’è Impact Hub Ticino? Impact Hub Ticino è un’associazione senza scopo di lucro, parte di un network globale di oltre 110 Impact Hub, 17’000 membri in 55 nazioni che riunisce persone e organizzazioni per sostenere e sviluppare un cambiamento economico positivo e sostenibile sul territorio. Nel solo 2019, la rete di Impact Hub ha generato 5’000 nuovi posto di lavoro, 1’400 startup e progetti con priorità su “Impatto”.

IHT si compone di due elementi. Il primo è lo spazio fisico di coworking nella storica villa in via Ciseri 3, aperto ad imprenditori, freelance, startup, studenti, aziende. È il luogo fisico dove si sviluppano progetti imprenditoriali sostenibili, si crea rete, si formano sinergie e si scambiano competenze ed esperienze. Il secondo è il programma di progetti ed eventi, promossi attivamente sul territorio e gestiti direttamente da IHT in sinergia con gli altri 5 Impact Hub svizzeri, con il network globale e con il network ticinese che mirano a rafforzare la consapevolezza sulle tematiche legate alla sostenibilità, agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e all’imprenditorialità sociale positiva.

“Siamo attivi sul territorio dal 2019, e nel gennaio 2021 siamo riusciti finalmente a concretizzare il nostro sogno di avere una sede fisica”, sostiene Tommaso Tabet, Presidente di Impact Hub Ticino. “Nonostante la pandemia non ci abbia reso le cose facili, siamo felici di poter finalmente raccontare pubblicamente i risultati finora raggiunti, i progetti in corso e quelli per il futuro.”

Un futuro certamente stimolante e denso di novità. Vi aspettiamo il 25 Settembre!

Programma

 

Registrazione

Per garantire il rispetto delle norme anti-Covid vi chiediamo gentilmente di registrarvi alla tavola rotonda e/o all’Impact Safari entro il 19 Settembre indicando l’orario di arrivo in fase di registrazione. Nessuna scadenza di registrazione per il Networking Party. Ingresso riservato ai partecipanti muniti di Covid Pass.
Per maggiori informazioni ticino (at) impacthub (dot) net

Associazione Impact Hub Ticino
Via Ciseri 3, 6900 Lugano
T. 091 921 04 64
E. ticino (at) impacthub (dot) net
W. ticino.impacthub.net 

Il Circular Economy Transition (CET) Incubator permette a team e startup di prototipare e sviluppare soluzioni che contribuiscono ad accelerare la transizione verso l’economia circolare in Svizzera (dai un’occhiata al nostro Circular Economy in a Nutshell per saperne di più sulla nostra visione CE).

Durante il programma di incubazione ibrido di 12 settimane da ottobre 2021 a gennaio 2020, gli imprenditori selezionati lavorano allo sviluppo del loro prodotto minimo vitale (MVP) e alla convalida del loro modello di business, con il supporto di consulenti, esperti e la nostra rete di investitori d’impatto.

La scadenza per l’iscrizione è il 19 settembre. Scoprì di più e iscriviti!

Durante il programma, gli imprenditori selezionati lavoreranno allo sviluppo del loro prodotto minimo vitale (MVP) e alla validazione del loro modello di business, con il supporto di consulenti, esperti e della nostra rete di investitori d’impatto.

Ogni edizione del programma incuba più di 25 startup in tutta la Svizzera, suddivise in tra Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Ticino e Zurigo.

Ulabhub Ticino, un programma di IHT, in collaborazione con lo Ulabhub Roma (partner di Manageritalia e Benefit Innovation SB) ha realizzato una collaborazione cross border e dato vita a un Laboratorio di Prototipazione della Teoria U sugli Accordi di Interdipendenza generativi per agevolare la transizione verso una economia generativa. Al laboratorio, durato 4.5 mesi hanno partecipato più di 40 innovatori sociali.

di Manuela Pagani Larghi, co-founder Impact hub Ticino e Paolo Fedi, co-founder Benefit innovation sb

Narrare le azioni attraverso cui enti pubblici e privati contribuiscono all’Agenda 2030: questo l’obiettivo degli Adig, strumenti per approdare a una visione eco-sistemica.

Accompagnare la transizione da un’economia riparativa a un’economia generativa, centrata sulla cultura dell’interdipendenza, la costruzione del bene comune e la cura del nostro pianeta, attraverso gli Accordi di interdipendenza generativi (Adig): strumenti con cui imprese di ogni tipo e dimensione – ma anche pubbliche amministrazioni e altre organizzazioni, fino ad arrivare ai singoli professionisti e cittadini – possono rendicontare ovvero “narrare” il modo in cui le proprie azioni contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

È stato quindi messo a punto un modello di Adig durante il Laboratorio di prototipazione della Teoria U promosso da Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria con Benefit innovation società benefitU.Lab Hub RomaImpact hub Ticino, patrocinato da ASviS e Prioritalia nell’ambito del programma mondiale U.Lab 2x 2021.

Il Laboratorio, che ha visto impegnati due distinti team di lavoro, uno italiano ed uno ticinese, composti in totale da 12 change makers ai quali si sono affiancati due team estesi composti in totale da oltre 40 rappresentanti dei sistemi produttivi e sociali dell’Italia e della Svizzera, è stato sviluppato con la volontà di far evolvere e rendere accessibili gli accordi ideati, sviluppati e praticati nelle relazioni con clienti e fornitori dall’azienda Mondora, uno dei casi di studio emersi durante il precedente percorso U.Lab 1x 2020 dedicato alla responsabilità sociale dell’individuo e dell’impresa, realizzato tra settembre e dicembre del 2020.

Cosa sono gli Adig

Sono dei patti, degli accordi liberi presi al di fuori di un quadro legale, che le imprese stipulano con altre imprese o con altri loro stakeholder al di sopra delle attività di business normali, anche quando già esistono linee guida indirizzate al perseguimento di comportamenti virtuosi sulla responsabilità sociale d’impresa o sulla sostenibilità, come ad esempio approvvigionarsi da aziende che rispettano l’ambiente. Dei “gentlemen e gentlewomen agreements” che hanno ricadute positive per i contraenti (tipicamente le aziende con i propri fornitori e clienti, ma non solo) e anche per il territorio. Non sono né una certificazione né un marchio. Nascono dalla convinzione che le relazioni umane, anche nei contesti economici, debbano essere capaci di esprimersi al di là di un vincolo formale, “smonetizzando” i servizi legati alla cura dell’ambiente, delle persone e al perseguimento della prosperità.

Grazie alle loro caratteristiche di diffusività, pervasività, rapidità di esecuzione e misurabilità gli Adig sono uno strumento concreto per transitare da una visione ego-sistemica a una visione eco-sistemica. Sono a disposizione di tutte le persone – imprenditori, decisori istituzionali, consumatori, cittadini, ecc. – guidate dalla consapevolezza che sia necessario passare dalla cultura della competizione e dell’individualismo a quella della collaborazione, puntando sull’interdipendenza, sulla fiducia, sulla capacità di definire accordi e di rispettarli senza necessariamente dover ricorrere a obblighi o penali.

Come funzionano gli Adig

Immaginiamo un’impresa che vuol contribuire al raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e che abbia definito alcuni Goal e alcuni target specifici verso cui indirizzare le proprie azioni. L’impresa identifica quali accordi integrativi a quelli di business può elaborare e quali suoi interlocutori può coinvolgere nella sottoscrizione di questi accordi, richiedendo poi a loro un impegno a realizzarne altri verso i rispettivi interlocutori, e così via.

L’impresa può anche generare un Adig al proprio interno, partendo dalle relazioni con i propri dipendenti e collaboratori.

Le singole azioni/relazioni degli Adig implicano un coinvolgimento attivo che parte da dentro l’azienda e, passando dal suo territorio e dalla sua filiera di riferimento arriva al tessuto socio-produttivo di un Paese e quindi del pianeta, di cui si possono misurare i singoli impatti e le somme degli impatti, diretti e indiretti. Una modalità di azione/relazione che, se ben compresa, diffusa e praticata, potrebbe generare un effetto domino in tutte le catene di clienti e fornitori, creando un impatto eco-sistemico virtuoso.

Prossimi passi: spiegare e diffondere gli Adig

Durante il Laboratorio, U.Lab Hub Ticino e i sui partner hanno messo a punto un modello per preparare, scrivere e identificare gli impatti degli Adig che si realizza attraverso un processo, usando determinati strumenti e tecniche. Stiamo preparando un “Adig story living handbook” per spiegare e diffondere questo modello, raccogliendo in modo strutturato i risultati del lavoro svolto e presentando gli aggiornamenti che scaturiranno dalle sperimentazioni che i partecipanti stanno realizzando in questo periodo, circa una decina.

L’intenzione è quella di creare un manuale in continuo divenire, nella consapevolezza che gli accordi nascono all’interno di relazioni umane – prima ancora di relazioni di business – e che le relazioni evolvono, proprio come gli organismi viventi che le alimentano. Dalla struttura aperta e dalla licenza “common”, il manuale sarà accessibile a tutti, partecipativo e distribuito, universale e interdipendente, allo stesso modo di come vorremmo fosse la produzione, la circolazione e il consumo di beni e servizi, ovvero il senso dell’economia.

L’ambizione è quella di offrire a tutte le organizzazioni un servizio di accompagnamento per realizzare gli Adig, valutarne e rendicontarne l’impatto. Vorremmo partire in particolare dalle imprese, da quelle non ancora convinte che la sostenibilità sia una necessità e un’opportunità, nonché da quelle più piccole e dalle start up che hanno mezzi finanziari e organizzativi ridotti. Per raggiungerle contiamo, tra l’altro, sulle reti della comunità manageriale afferenti alla piattaforma di Prioritalia e su quelle rappresentate da ASviS, in nome della comune volontà di restituire competenze ed elaborare una nuova visione della sostenibilità.